ART GALLERY
EMILIO ZORZI
Questo è il concetto che pervade le opere di Emilio e si nota distintamente la trasposizione del sensibile fisiologico al sensibile psicologico che, nel caso specifico, dà positivamente e significativamente adito ad una molteplicità di interpretazioni personali.
L’arte, insomma, per Emilio, se non ha un messaggio da comunicare, diventa puro estetismo, anziché essere esteticità. Infatti il narcisista vede solo se stesso, l’artista in questo caso vede il mondo attraverso se stesso, e se stesso attraverso il mondo. L’uomo dunque è in strettissimo rapporto con tutto l’Esistente. Questo rapporto Uomo-Cosmo è ben presente nelle opere di Emilio Zorzi.
I frequenti accostamenti, anzi la profonda trasfigurazione e trasposizione, ecco l’analogia cosmica, dei caratteri dell’una creatura nell’altra sono indicativi di questa cosmicità.
Non riesco infatti ad immaginare in che modo si potrebbe giustificare la sua arte se non come progressiva risposta a un’esigenza popolare ampiamente diffusa.
Ecco che allora nascono figure che a prima vista sembrano surreali ma che ad un approfondito esame riescono a trasmettere quella cosa che si chiama storia, sentimento e conoscenza, ecco che ancora nascono le figure ” trasfigurate ” , se mi si passa il termine, ma che ben rendono l’idea di questa scientifica trasposizione estetica.
Si potrebbe quindi ed a ragione ben dire che alle opere di Emilio vanno senza dubbio riconosciute le qualità di trasfigurare la realtà rendendola riconoscibile e palpabile in tutte le sue forme, è non è poco !
Umberto Brusco
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Dal 9 febbraio 2021, puoi vedere alcune opere dal vivo presso la Cà del Vin in Via Palestro a Bardolino. Vi aspetto!!
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Emilio Zorzi nasce a Bardolino in provincia di Verona sulle sponde del Lago di Garda il 4 agosto 1962. Fin da bambino ha passione per matite e colori e viene attratto dai vari quadri (di poco valore) che il padre Gianni acquista, spesso da amici pittori dilettanti.
Questo interesse per la pittura è palese e a otto anni i genitori gli regalano la prima cassetta di colori ad olio, un cavalletto e delle tele e da li nasce il primo quadro, Topolino e poi Zio Paperone e avanti.
Arrivato alle scuole medie incontra presso l’Istituto Salesiano Tusini la professoressa Annamaria Arcari che con i suoi insegnamenti cerca di far crescere le sue rudimentali tecniche di disegno e nel 1973 partecipa ad al 2° Concorso internazionale degli istituti Salesiani, piazzandosi al 12° posto su varie centinaia di partecipanti.
Negli anni successivi la passione rimane a periodi alterni passando tra varie tecniche e soggetti, dai paesaggi, nudi, ritratti, pop art ed infine astratti. Ha partecipato per anni alla mostra collettiva di Bardolino “1,2,tle” sin dalla prima edizione ed alla mostra collettiva “Artisti Bardolinesi” della quale, negli ultimi dieci anni, ne è anche curatore.